Il 23 settembre è stata presentata in Commissione Agricoltura del Consiglio di Regione Lombardia la missione valutativa “Politiche per favorire un uso efficiente dell’acqua e ridurre i rischi di emergenze idriche in agricoltura”. Lo studio è stato realizzato dal Consiglio regionale della Lombardia in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano.
L’indagine, illustrata dai ricercatori del Politecnico di Milano, restituisce una fotografia dettagliata dell’impatto dei programmi regionali articolati su tre pilastri fondamentali: il risparmio idrico, la conservazione della risorsa e il riutilizzo delle acque reflue. L’analisi ha evidenziato il ruolo centrale del Centro dati CeDATeR nell’attuazione della strategia regionale di adattamento al cambiamento climatico in un settore chiave come quello delle risorse idriche a servizio dell’agricoltura.
“La ricerca illustrata oggi è fondamentale per guardare al futuro e alla gestione della risorsa idrica pianificando misure che possano affrontare le sfide legate al cambiamento climatico. I dati emersi confermano che la Lombardia sta compiendo passi importanti nell’efficientamento della risorsa idrica, un elemento vitale per mantenere l’elevata competitività e qualità della nostra agricoltura – ha sottolineato il Presidente della Commissione Agricoltura Floriano Massardi –. Grazie alle politiche attuate da Regione Lombardia, all’aumento dei sistemi di misurazione capillare come la banca dati CeDATeR e agli investimenti sulle reti di distribuzione e sui bacini di accumulo ci stiamo preparando per gestire e prevenire le criticità e le carenze idriche dei prossimi anni. L’obiettivo primario resta quello di coniugare la sostenibilità ambientale e la tutela del reticolo idrico con la protezione delle nostre aziende agricole e la ricarica delle falde”.
Il documento pone l’accento sulle sfide future per il governo della risorsa idrica: la necessità di superare la frammentazione della governance legata ai numerosi consorzi privati implementando la rete di monitoraggio, il completamento del quadro normativo sul riuso delle acque reflue depurate e l’esigenza di bilanciare la riconversione verso metodi irrigui ad alta efficienza con la salvaguardia dell’irrigazione a scorrimento nelle aree in cui risulta indispensabile per la ricarica della falda e il mantenimento dei fontanili.
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